La cura della pelle richiede attenzione e costanza. In caso contrario, col passare degli anni il conto potrebbe non essere gradito.
«Il dosaggio cumulativo degli ultravioletti induce delle mutazioni cellulari, i cheratinociti, che proliferano in maniera atipica provocando lesioni, ossia le cheratosi atipiche o solari – spiega Steven Paul Nisticò, direttore della scuola di specializzazione in Dermatologia e Venereologia dell’Università Sapienza, Policlinico Umberto I – Queste lesioni potrebbero essere anche antesignane di tumori più pericolosi come i carcinomi epiteliali nella cute, i cosiddetti spinocellulari che, sebbene meno gravi da un punto di vista metastatizzante rispetto al melanoma, sono comunque potenzialmente ulcerativi e possono danneggiare anche tessuti circostanti se non diagnosticati precocemente».
In sostanza, va bene rientrare dalle vacanze con una pelle abbronzata, ma mai farsi prendere alla sprovvista. «Il sole produce vitamina D e quindi previene l’osteoporosi soprattutto nella donna e aiuta la ricalcificazione ossea degli anziani – precisa il dermatologo – È bene esporsi anche un’ora o due al giorno, favorendo le prime ore del mattino e le più vicine al tramonto. Attenzione ai fototipi chiari e alle pelli fragili. Il dermatologo o il farmacista può consigliare prodotti efficaci per garantire un’abbronzatura sana, esplicitando una prevenzione dei danni a medio-lungo termine, sulle fibre elastiche, sul collagene, sulle macchie».






