Nel pieno dell'operazione 'Ruggito del Leone' contro l'Iran, Benjamin Netanyahu è volato in segreto negli Emirati Arabi Uniti per incontrare lo sceicco Mohammed bin Zayed.
"Questa visita ha portato a una svolta storica nelle relazioni tra Israele e gli Emirati", normalizzate nel 2020 con gli Accordi di Abramo, ha commentato l'ufficio del primo ministro israeliano.
L'annuncio arriva dopo le rivelazioni dei media internazionali secondo cui, a cavallo dell'inizio della tregua decretata da Donald Trump, sia gli Emirati che l'Arabia Saudita hanno condotto segretamente attacchi in territorio iraniano, senza limitarsi dunque a mere azioni difensive.
Israele ha inviato batterie Iron Dome e personale militare ad Abu Dhabi per intercettare i missili e droni lanciati dall'Iran contro i Paesi del Golfo alleati degli Stati Uniti. Ma, secondo alcune fonti, israeliani ed emiratini avrebbero anche coordinato un attacco contro un importante sito petrolchimico sull'isola iraniana di Lazan. La Reuters rivela inoltre che, sempre durante la guerra, le forze saudite hanno bombardato anche milizie sciite filo-iraniane in Iraq. Allo scopo di "coordinare le operazioni belliche" anche il capo del Mossad David Barnea e quello dello Shin Bet David Zini si sarebbero recati a più riprese nei due Paesi del Golfo durante il conflitto. E sale la tensione anche tra l'Iran e il Kuwait: Teheran lo accusa di aver attaccato una nave iraniana e di aver arrestato quattro suoi cittadini, chiedendone la liberazione immediata e riservandosi il diritto di rispondere.







