L’Hantavirus, nella versione delle Ande, non è entrato nel nostro Paese. Lo ha confermato ieri, durante il question time in Senato, il ministro della Salute, Orazio Schillaci: «Tutte le quattro persone oggi in Italia e presenti sul volo Johannesburg-Amsterdam del 25 aprile sono asintomatiche e seguite con attenzione. I test oggi disponibili hanno dato esito negativo. Anche i due casi segnalati a Milano e Messina sono negativi ai test». Ricapitolando per fare chiarezza: sulla nave MV Hondius, salpata da Ushuahia (Argentina) il primo aprile era salita anche una coppia di olandesi. Il marito, 70 enne, ornitologo, probabilmente aveva contratto l’Hantavirus quando, prima della crociera, era andato a fare birdwatching in una discarica nella Terra del Fuoco. Si è ammalato durante la navigazione ed è morto. Si tratta di un virus relativamente raro, per cui il medico a bordo non ha pensato a quel tipo di contagio.
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Quando la nave è arrivata nell’Isola di Sant’Elena, il 24 aprile, una trentina di passeggeri sono scesi. Tra di loro, c’era la moglie dell’olandese morto. La donna, che cominciava a sviluppare i primi sintomi, ha preso un aereo di Airlink dall’isola fino a Johannesburg, in Sudafrica. Durata del volo: 4 ore e 45 minuti. A bordo c’erano passeggeri di varia nazionalità, soprattutto britannici. Tra di loro, un sessantenne che poi è venuto in Italia e che è stato rintracciato martedì a Milano. Per fortuna sia lui sia una persona con cui viaggiava sono risultati negativi. La donna a Johannesburg è salita sull’aereo Klm diretto ad Amsterdam su cui c’erano anche quattro passeggeri che, dopo lo scalo in Olanda, hanno raggiunto il nostro Paese.











