Se Meta latita in materia di tutela dei minori online, tanto da finire sotto osservazione per la presunta violazione del Digital Services Act, ci pensa la Commissione europea a premere l’acceleratore. L’app per la verifica dell’età, presentata il 15 aprile, è pronta: ora la palla passa agli Stati membri che la dovranno adattare e pubblicare. Lo ha annunciato la vicepresidente esecutiva Henna Virkkunen la mattina del 29 aprile, nel corso di una conferenza stampa che ha assunto toni molto duri nei confronti di Instagram e Facebook. Ma Meta non ci sta: gli strumenti per la verifica dell'età esistono e presto ne arriveranno altri, sostiene un portavoce.Pronta al debutto la nuova app europea per la verifica dell’etàLa tutela dei minori online è un tema “molto in alto nell’agenda della Commissione”, assicura Virkkunen. Da qui la scelta di sviluppare una app europea che serve unicamente ad accertare l’età dell’utente prima di consentire l’accesso a contenuti inadatti ai bambini, dai siti pornografici in giù. Abbiamo già spiegato come funziona: la persona deve dimostrare la propria identità al momento dell’installazione, ma l’app non condivide altri dati personali. Un’architettura dichiaratamente ispirata al green pass usato durante la pandemia.Certo, le falle tecniche esistono e non sono da poco: all’indomani dell’annuncio c’era già chi riusciva ad hackerare il sistema nell’arco di pochi minuti. Pungolata sul tema dai giornalisti, Henna Virkkunen ha ammesso che “è difficile avere soluzioni tecnologiche che non consentano di aggirare le regole in nessun modo. Però, ora che stiamo fissando le regole, dobbiamo avere anche la certezza di poterle attuare”.Uno standard tecnico comune per la verifica dell’etàUna volta concluso il lavoro tecnico, la Commissione ha adottato una raccomandazione che chiarisce le aspettative nei confronti degli Stati membri. L’architettura tecnica infatti sarà comune, ma i Ventisette la dovranno personalizzare e pubblicare o sotto forma di app a sé stante o all’interno dei digital wallet che dovranno mettere a disposizione entro la fine dell’anno. L’importante è che garantiscano l’interoperabilità transfrontaliera. Allo stesso tempo, Bruxelles mette ordine anche sul fronte dei fornitori. Una volta fissati criteri tecnici e di sicurezza, valuterà i possibili provider e pubblicherà elenchi di operatori conformi. Gli Stati membri potranno scegliere da queste liste oppure affiancare soluzioni proprie, purché rispettino gli stessi standard.Meta fa troppo poco per la tutela dei minori online, dice la Commissione UeL’app per la verifica dell’età online è uno degli strumenti che servono a realizzare il Digital Services Act (Dsa), l’ambizioso pacchetto normativo che – tra le altre cose – impone alle grandi piattaforme di adottare misure per la tutela dei minori online. Una legge che Instagram e Facebook avrebbero violato. È quanto emerge dalle conclusioni preliminari di un'indagine condotta dalla Commissione. “I termini e le regole di Meta indicano chiaramente che Instagram e Facebook non sono destinati ai minori di 13 anni”, ha detto Henna Virkkunen in conferenza stampa. “Eppure, i nostri risultati preliminari mostrano che Meta sta facendo ben poco per impedire ai bambini al di sotto di questa età di accedere a queste piattaforme”.Basta una data di nascita falsaDi fatto – ha continuato – per un bambino creare un profilo è facilissimo: basta indicare una data di nascita falsa, visto che Meta non controlla la veridicità delle informazioni. Esiste un sistema per segnalare la presenza di under 13, ma “non è facile da usare e spesso non c’è un follow up adeguato”. Il risultato è che, nell’Unione europea, il 12% dei bambini e delle bambine al di sotto dei 13 anni usa Instagram o Facebook. E risulta così esposto a contenuti inappropriati, cyberbullismo, adescamento. Rispondendo ai giornalisti, Virkkunen ha chiarito che i sistemi di parental control possono aiutare, ma non sono perfetti. E, soprattutto, non possono diventare la scusa per scaricare le responsabilità soltanto sulle famiglie. Perché “anche le piattaforme online devono assumersi le loro responsabilità”.Meta si difende: presto nuovi sistemi di verifica dell'età“Non concordiamo con questi risultati preliminari", replica Meta attraverso un portavoce. “Siamo chiari sul fatto che Instagram e Facebook sono destinati a persone di età pari o superiore a 13 anni e disponiamo di misure per rilevare e rimuovere gli account di chiunque sia al di sotto di tale età. Continuiamo a investire in tecnologie per individuare e rimuovere gli utenti che non raggiungono l'età minima richiesta e la prossima settimana condivideremo ulteriori informazioni su nuovi strumenti in fase di implementazione. La verifica dell'età è una sfida che riguarda l'intero settore e richiede una soluzione a livello di settore; continueremo a collaborare in modo costruttivo con la Commissione europea su questo tema importante”.
Meta non ha strumenti validi per tenere gli under 13 fuori da Instagram e Facebook, dice la Commissione europea. Che rilancia sulla sua app
Presentando gli sviluppi dell’app europea per la verifica dell’età, la commissaria Henna Virkkunen punta il dito contro le enormi lacune di Instagram e Facebook in materia di tutela dei minori online












