La sera del 12 maggio il New York Times ha aperto la homepage con un editoriale/reportage di Nicholas Kristof sulle presunte violenze sessuali perpetrate da israeliani nelle carceri ai danni di palestinesi. Il 13 mattina, mentre Cnn, Washington Post, Afp e decine di altre testate davano conto delle conclusioni della Commissione civile israeliana sui crimini sessuali di Hamas del 7 ottobre, il New York Times non c’era. Interpellato mesi fa dalla Commissione, aveva già fatto sapere di non essere interessato a pubblicarne i risultati.

Basterà ricordarlo quando si arriva all’incipit di Kristof: «A prescindere dalle nostre opinioni sul conflitto in Medio Oriente, dovremmo essere in grado di unirci nel condannare lo stupro». Eppure. Il rapporto che il quotidiano statunitense ha scelto di ignorare si intitola: “Il terrore sessuale svelato: le atrocità mai raccontate del 7 ottobre e quelle contro gli ostaggi in prigionia”. Lo ha pubblicato la Commissione civile guidata dall’esperta di diritto internazionale Cochav Elkayam-Levy: due annidi lavoro, diecimila fotografie, 1.800 ore di analisi visiva, 430 testimonianze, vittime di 52 nazionalità.

IL PROCURATORE KHAN DELUDE I PRO-PAL: "GAZA? NON È GENOCIDIO"