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13 MAGGIO 2026

Ultimo aggiornamento: 11:03

La Corte di Giustizia europea ha bocciato l’Italia sul personale della scuola dedicato alle mansioni amministrative, tecniche e ausiliarie (Ata). Il sistema di assunzione dei lavoratori viola il diritto dell’Unione, secondo i giudici del tribunale lussemburghese, che hanno accolto il ricorso della Commissione guidata da Ursula von der Leyen. L’esecutivo europeo si era rivolto ai giudici considerando la procedura italiana “incompatibile con la normativa dell’Unione in materia di contratti a tempo determinato, che prevede limitazioni al loro ricorso e favorisce le procedure di assunzione a tempo indeterminato“.

La Corte di Lussemburgo “rileva che il quadro normativo italiano non stabilisce alcuna durata massima né un numero massimo di contratti a tempo determinato per il personale Ata. In secondo luogo, per quanto riguarda i concorsi organizzati per garantire lo status di dipendente a tempo indeterminato al personale Ata, la Corte ritiene, in particolare, che il requisito secondo cui la partecipazione a tali concorsi presuppone aver completato almeno due anni di servizio con un contratto a tempo determinato incoraggi il ricorso a tali contratti durante quel periodo minimo di due anni, anche se, in realtà, essi rispondono a esigenze di organico permanenti e a lungo termine”, si legge nel dispositivo.