Appena si arriva a MIND, per un attimo si ha la sensazione di essere finiti nel posto sbagliato. Strade larghe, cantieri ancora aperti, edifici che sembrano più prototipi che destinazioni. Poi, piano piano, si inizia a mettere insieme i pezzi. Da un lato – quello sinistro, se si arriva dalla stazione di Rho Fiera – c’è l’ospedale. Bianco, imponente, monolitico, che da solo porta in quest'area migliaia di persone ogni giorno. Ma è dopo un passaggio sulla navetta elettrica che si arriva nel “centro storico”. Qui si possono incontrare decine di ricercatrici e ricercatori che parlano inglese e si muovono tra laboratori di nuova generazione, aziende globali che hanno scelto MIND per aprire le loro sedi in Europa o in Italia. È allora che si realizza di essere nel posto giusto. Un posto dove la contaminazione e la sperimentazione sono la normalità. È ciò che si deve respirare o toccare con mano.Benvenuti al Milano Innovation District. Un milione di metri quadri costruiti sulle ceneri di Expo Milano 2015, con un’ambizione che è insieme urbanistica e quasi filosofica: progettare l’innovazione, contaminando.Una città da 70mila persone, tra le prime cento d'ItaliaA regime, qui dovrebbero muoversi tra le 60 e le 70mila persone. Non solo addetti ai lavori, ma anche studenti, ricercatori e persino famiglie. Una città nel vero senso della parola e che arriverà ad ospitare anche scuole, residenze, campus. Oltre al già citato ospedale universitario, il Galeazzi - Sant'Ambrogio del Gruppo San Donato. Un luogo pensato per vivere sette giorni su sette, anche di sera, al punto da poter competere – almeno per popolazione – con i primi cento comuni italiani, pur restando formalmente all'interno di Milano.Oggi, però, non siamo ancora nemmeno a metà strada. Le presenze quotidiane sono circa 10mila, di cui oltre la metà concentrate proprio all'ospedale Galeazzi. Ma è già abbastanza per capire che senza di loro (le persone), non c’è rendering che tenga. Non a caso, il primo tassello costruito (e popolato) è stato il Mind Village, un avamposto abitato che qui chiamano “centro storico”. Perché prima di attrarre idee, devi attrarre vite e creare interazioni, connessioni “umane”, dentro e fuori gli uffici.Il modello su cui si regge il tutto è tanto semplice da raccontare, quanto complicato da realizzare perché la necessità è mettere insieme pubblico e privato senza che uno fagociti l’altro. La proprietà dell’area è pubblica, gestita da Principia, partecipata dal ministero dell’Economia, dalla Regione Lombardia e da Fiera Milano. Mentre lo sviluppo è affidato a Lendlease, colosso privato con una concessione della durata di 99 anni. La fusione dà poi vita a Federated Innovation, una realtà che cerca di metterli, pubblico e privato, sullo stesso binario, per condividere lo stesso tracciato, alle stesse condizioni. Solo così si può creare l'ambiente perfetto per consentire all’innovazione di accelerare rapidamente, senza andare fuori strada.La ricerca a estAnche lo spazio in cui si è immersi riflette questa impostazione. A est si concentra la ricerca pubblica. Il fulcro è Human Technopole, uno dei più grandi investimenti italiani nella scienza fatto negli ultimi anni, con centinaia di ricercatrici e ricercatori già al lavoro nel campo delle scienze della vita e della salute umana. Già perché, secondo quanto raccontato da Pietro Gatti, chief scientific operations officer a Human Technopole, per migliorare la vita delle persone bisogna utilizzare un approccio sistemico che parta dalle molecole, passi dagli organi e arrivi fino all’organismo più complesso: le popolazioni che compongono l’umanità. Non a caso Gatti, con oltre 20 anni di esperienza, ha il compito di mettere in connessione ricerca, amministrazione e industria.Accanto Human Technopole, la cui sede (Palazzo Italia) è la stessa che ospitava il padiglione italiano durante l’Expo, sorgerà il nuovo campus dell'Università degli Studi di Milano, uno dei più grandi progetti accademici europei, insieme ai laboratori del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr). Questo, dunque, è il lato in cui si costruisce conoscenza, chiaramente con tempi più lunghi, ma si tratta di investimenti che potrebbero cambiare il volto (umano) di Milano.Il masterplan di MIND
C’è fermento in MIND, siamo entrati nella città dell’innovazione a Milano (che ora apre al pubblico)
Il Milano Innovation District apre i battenti per la quarta edizione della Innovation Week. Noi siamo andati in perlustrazione per darvi una mano a orientarvi sul posto













