I software per il monitoraggio climatico di Infoclimat, che elabora dati meteorologici, sono improvvisamente impazziti. Ma cosa c'entra Polymarket? È successo lo scorso aprile, per ben due volte: il 6 e il 15 aprile. Le temperature rilevate da un sensore installato all'aeroporto “Charles de Gaulle” di Parigi e registrate nella sala operativa sono schizzate verso l’alto nel giro di pochi minuti: “All’inizio, pensavamo a un malfunzionamento o a lavori di manutenzione”, ha raccontato la vicepresidente di Infoclimat Sébastien Brana.Le temperature alle stelle. E il global warming (stavolta) non c'entraUn simile aumento, in un luogo in cui le temperature sono fattori determinanti nelle operazioni aeroportuali – comprese quelle relative a decolli e atterraggi – non è un dato da sottovalutare. È una questione di sicurezza, poiché il traffico aereo funziona grazie a incastri precisi. Ma il procurato allarme su ciò che succedeva in pista è durato poco. Qualcuno, infatti, ha subito notato che negli stessi giorni su Polymarket erano iniziate a circolare scommesse sulla “temperatura massima registrata a Parigi” dal valore complessivo insolitamente alto. Una coincidenza a dir poco sospetta che ha alimentato suggestioni su un’ipotetica alterazione dei dati atmosferici per fare soldi online. In pochissime ore Polymarket, “il più grande mercato predittivo al mondo”, è finito ancora una volta sul banco degli imputati.Sopra i 18 gradi, si incassaDopo l’accaduto, Météo France – il servizio meteorologico nazionale – ha presentato una denuncia formale alla gendarmeria aeroportuale, che ha avviato un’inchiesta. Tra le tante teorie circolate sui forum online, quella di un asciugacapelli, un phon, utilizzato per scaldare l’aria e alzare in modo artificiale le temperature captate della stazione di rilevazione – in circa mezz’ora si è passati dai 16-17 ai 21-22 gradi Celsius (°C) – è stata la più gettonata.Le cause reali non sono ancora state chiarite, ma il nesso tra ciò che è accaduto allo scalo “Charles de Gaulle” e il pullulare di scommesse su Polymarket rimane una pista concreta, ancorché confermata dai fatti: il 6 aprile un utente ha intascato 14mila dollari per aver scommesso su un improbabile picco, quando la probabilità che la temperatura non superasse i 18 gradi era del 95%. Il 15 aprile, si è verificata praticamente la stessa cosa, con uno scommettitore che si è intascato 20mila dollari. Nel caso del primo incasso, l’account del “vincitore” – a cui è garantito l’anonimato secondo le discusse policy di Polymarket – era stato creato appena due giorni prima. In generale, il volume totale degli scambi su quel mercato ha raggiunto i 590.527 dollari, una cifra insolitamente elevata.Scommesse sospette su Polymarket e KalshiChe sia stato o meno un phon a causare quello che anche i meteorologi hanno definito un comportamento “altamente improbabile" nella variazione delle temperature, appare evidente che il principio dell’autoregolazione dei mercati, “la mano invisibile” teorizzata dal filosofo Adam Smith nel Settecento, nel caso dei mercati predittivi sia stato più volte hackerato da speculazioni più o meno presunte che potrebbero godere dell’impostazione dell'infrastruttura stessa di realtà come Polymarket e Kalshi, l’altro grande player nel settore.In un articolo comparso sulla London School of Economics Business Review, l’accademico Chirantan Chatterjee sostiene che con i mercati predittivi “l’incertezza stessa è diventata una un bene negoziabile”.Nonostante si parli di scommesse, Polymarket e Kalshi assomigliano a mercati di micro-derivati costruiti attorno a eventi futuri: ogni scenario, dall’esito di un’elezione alla temperatura massima registrata a Parigi, viene convertito in un contratto yes/no il cui prezzo oscilla continuamente tra 0 e 1 dollaro in base alla domanda del mercato. A differenza delle piattaforme di scommesse tradizionali, però, non esiste un banco che gioca contro gli utenti: i contratti vengono comprati e venduti direttamente tra trader, in un sistema peer-to-peer dove ogni posizione esiste soltanto perché qualcuno, dall’altra parte, è disposto ad assumersi il rischio opposto.“L'incertezza crea opportunità”Nel caso dell'aeroporto parigino, per esempio, le quote che scommettevano sul superamento dei 18°C venivano scambiate a prezzi bassissimi, perché il mercato riteneva quell’ipotesi quasi impossibile: il contratto implicava circa il 95% di probabilità che la temperatura restasse sotto quella soglia. Quando il sensore ha improvvisamente registrato un’anomalia termica, il valore delle quote è esploso nel giro di pochi minuti, trasformando una puntata marginale in migliaia di dollari di profitto. “Questo potrebbe essere pericoloso, poiché potremmo permettere alle piattaforme di creare artificialmente l'incertezza – continua Chatterjee –. Quando i risultati sono incerti e le persone non sono d'accordo, i mercati si animano. Il disaccordo crea liquidità; l'incertezza crea opportunità”.In un tempo breve, i mercati predittivi sono passati in poco tempo dall’occupare una nicchia della finanza digitale all’essere un settore multimiliardario che fa gola agli investitori di Wall Street. Nel 2025 il loro volume d’affari ha superato i 60 miliardi di dollari. L’anno prima non raggiungeva i 16 miliardi.Nel 2026, Polymarket ha registrato oltre 7 miliardi di dollari di volume di scambio in un solo mese, con record giornalieri superiori a 400 milioni di dollari: “I mercati predittivi competeranno con gli indici di borsa nei prossimi anni”, aveva detto a Bloomberg Tarek Mansour, amministratore delegato di Kalshi solo qualche mese fa.Proprio mentre la finanziaria Intercontinental Exchange, proprietaria della Borsa di New York, ha investito 2 miliardi di dollari in Polymarket, valutando l’azienda 9 miliardi. L’obiettivo, come riportato da varie analisi, non è la piattaforma sui cui avvengono le scommesse, ma la possibilità di diventare il distributore esclusivo dei suoi dati event-driven, integrando queste informazioni nei flussi di lavoro che movimentano i capitali globali. Forse ancora prima di quanto Mansour si aspettasse, il confine tra mercati predittivi e finanza tradizionale è evaporato.Le accuse di insider trading e i legami con la famiglia TrumpIn un sondaggio sottoposto a 406 addetti ai lavori, Bloomberg ha riscontrato che “la stragrande maggioranza degli intervistati prevede una maggiore convergenza tra gioco d'azzardo e finanza in futuro, e un numero quasi uguale afferma che il confine tra investimento e gioco d'azzardo è sempre più labile”.Polymarket è sotto i riflettori delle autorità di vigilanza statunitensi più o meno da quando esiste: nel 2022, ai tempi dell’amministrazione guidata da Joe Biden, venne sanzionata con l’accusa di operare senza registrazione federale e obbligata a pagare una multa da 1,4 milioni di dollari. In quell’occasione vennero anche bloccati gli utenti statunitensi. Da quel momento Polymarket ha trasferito formalmente le proprie operazioni a Panama, scelta che ha alimentato ulteriori sospetti. Un’inchiesta di Npr ha mostrato come l’indirizzo ufficiale dichiarato dalla società nel quartiere finanziario di Punta Pacifica conduca in realtà a uno studio legale condiviso con decine di altre aziende crypto offshore, senza tracce evidenti di una vera sede operativa.Con il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca, però, l’approccio politico è cambiato radicalmente: la nuova amministrazione ha adottato una linea apertamente favorevole alle criptovalute e alla finanza speculativa, riducendo la pressione regolatoria sui prediction market proprio mentre investitori di Wall Street iniziavano a considerarli un nuovo e promettente asset di investimento. In parallelo si sono intensificati anche i legami tra le realtà soggette all'influenza di Trump e Polymarket: nel 2025 il fondo 1789 Capital, di cui Donald Trump Jr. è partner, ha investito decine di milioni di dollari nella piattaforma, mentre lo stesso Trump Jr. è entrato nel suo advisory board come strategic advisor. Per il presidente Trump, un sostegno pubblico verso i mercati predittivi non è prioritario. Del resto ci sono state molte altre occasioni di fare business a livello personale, sorte nel corso della sua amministrazione. Ma se dalla Casa Bianca fare affari direttamente resta per ora improbabile, soprattutto per la necessità di gestire le molte ipotesi di insider trading addensatesi su alcuni funzionari di governo, ciò che raccontano i movimenti finanziari della sua famiglia racconta una realtà diversa.Il più clamoroso dei casi di insider trading scoppiati nelle ultime settimane riguarda il sergente delle forze speciali americane Gannon Van Dyke, accusato di aver utilizzato informazioni classificate sull’operazione militare che portò alla cattura di Nicolás Maduro per guadagnare oltre 400mila dollari su Polymarket poche ore prima dell’annuncio ufficiale del raid. Un altro caso ha coinvolto due cittadini israeliani accusati di aver sfruttato informazioni riservate sugli attacchi contro l’Iran per piazzare scommesse estremamente redditizie sui mercati geopolitici della piattaforma. Secondo uno studio congiunto dei ricercatori della Columbia Law School e dell’Università di Haifa, rilanciato da Business Insider, tra il 2024 e il 2026 trader “informati” avrebbero ottenuto oltre 143 milioni di dollari di profitti anomali su Polymarket, alimentando il sospetto che questi mercati stiano diventando un gigantesco laboratorio di monetizzazione delle informazioni privilegiate.Una finanza più democratica? A guadagnarci davvero è sempre lo zerovirgolaUno dei nodi più controversi riguarda l’identificazione degli utenti: Polymarket permette ancora di operare tramite pseudonimi, una struttura che secondo regolatori e analisti può rendere più difficile tracciare manipolazioni di mercato o casi di insider trading. La piattaforma afferma di aver rafforzato i sistemi di monitoraggio e compliance in cerca di un dietrofront sul divieto federale del 2022, ma diversi episodi recenti hanno continuato ad alimentare dubbi sull’efficacia dei controlli.La questione dell’anonimato si lega alla narrativa di una finanza “democratizzata” propria del mondo delle criptovalute e del nichilismo finanziario, che nel tempo ha rappresentato un’alternativa, spesso rivelatasi poco più di un’allucinazione, per molti giovani americani e non solo che hanno provato a inventarsi trader per sbarcare il lunario.Ma un’analisi del Wall Street Journal ha rivelato qualcosa di molto diverso: solo una quota estremamente ridotta di trader, pari allo 0,1% degli account, concentra la maggior parte dei guadagni complessivi, mentre la massa degli utenti alterna piccoli profitti a perdite ricorrenti. “Vince” chi riesce a leggere prima e meglio i segnali dei vari mercati. Esattamente come nella finanza tradizionale.Dentro la “macchina globale della verità”A novembre 2024, poco dopo la seconda elezione di Donald Trump, Shayne Coplan, allora 26enne, pubblica un post su X: “Polymarket ha annunciato l'esito delle elezioni prima di qualsiasi altra cosa. La macchina globale della verità è qui, alimentata dal popolo”.È in quell’occasione che il fondatore del principale mercato predittivo per volume d’affari, che solo quattro anni prima aveva fondato la sua solo-startup allestendo uno studio nel bagno del suo appartamento, utilizza per la prima volta un termine che verrà poi ripreso da media e da aziende dello stesso settore.Mentre molti sondaggi circolanti sui notiziari davano la corsa tra Trump e la sfidante democratica Kamala Harris ancora serrata fino a poche ore prima del voto, Polymarket assegnava il 60% di probabilità di vittoria al tycoon. Per alcuni, analisti, un segno ulteriore che il mondo dei trader di cryptovalute, su cui Polymarket si basa, fossero fortemente a favore dell'elezione di Trump. Ma nel percepito, specie in un contesto elettorale fortemente caratterizzato dai continui attacchi a mezzi d'informazione tradizionali da parte di Trump e della classe di imprenditori che lo ha sostenuto – ricordiamo il caso della vignettista del Washington Post dimessasi dopo che le era stato impedito di pubblicare un lavoro critico nei confronti del suo editore Jeff Bezos – Polymarket ha iniziato ad affermarsi come fonte credibile. Lo ha fatto ingaggiando, qualche mese prima del voto, Nate Silver, giornalista e sondaggista politico con oltre 3 milioni di follower su X e centinaia di migliaia di subscribers alla sua newsletter.Polymarket ha quindi provato a entrare nel mercato delle news, chiudendo accordi con la Dow Jones & Company, proprietaria del Wall Street Journal, per fornire previsioni di mercato. Similmente, lo ha fatto Kalshi con Cnn e Cnbc. Vlad Tenev, amministratore delegato della piattaforma di trading Robinhood che ha costruito le proprie fortune sul nichilismo finanziario da cui provengono i mercati predittivi ha dichiarato: “Mi piace pensare ai mercati di previsione come alla prossima generazione delle notizie. Sappiamo che le notizie hanno un valore economico [...] quindi se si ottengono le notizie prima che accadano, questo dovrebbe avere un valore economico ancora maggiore”.Tutto questo accadeva mentre sulle stesse piattaforme si potevano incontrare le scommesse più impensabili: dall’ormai famigerato quesito sul “ritorno di Gesù” prima del 2025 a quello sulla conferma dell’esistenza degli alieni entro il 2027, passando per scommesse sulla “Terra piatta”. Mentre viene scritto questo articolo, per esempio, in uno dei mercati più attivi si chiede se Clavicular, lo youtuber statunitense esponente della subcultura looksmaxxing, verrà incarcerato.Polymarket e la “policrisi”La politica non è che uno dei tanti terreni – dallo sport alle previsioni meteo, dai trend più frivoli alla geopolitica internazionale – su cui si negoziano i contratti dei mercati predittivi. Secondo Chatterjee “la politica populista fornisce l’incertezza che i mercati predittivi monetizzano”. In pratica, tra Polymarket e affini e la cosiddetta “policrisi” che contraddistingue la nostra società non sono mondi distanti: “Tensioni geopolitiche, shock climatici, volatilità economica, sconvolgimenti tecnologici e frammentazione politica. Ogni livello di incertezza alimenta il successivo”.“Il rapporto tra la politica e i mercati predittivi – continua Chatterjee – ha smesso di essere unidirezionale. Le probabilità elaborate da Polymarket vengono rilanciate nei talk show, commentate dagli analisti finanziari, trasformate in screenshot virali sui social network e utilizzate come indicatori del sentiment reale molto più dei sondaggi tradizionali. Le quote diventano narrazione. La narrazione influenza il comportamento degli elettori, degli investitori e perfino dei governi”.Vista sotto questa luce, la “macchina globale della verità” evocata da Coplan assomiglia meno a un oracolo digitale e più a uno specchio deformante dell’epoca contemporanea, dove l’informazione, la paura, la speculazione e il consenso politico finiscono per fondersi nello stesso mercato.