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12 MAGGIO 2026

Ultimo aggiornamento: 18:04

Il 25 aprile scorso, Bamako è stata colpita nel cuore del suo potere. Non è stata solo l’intensità degli attacchi a sorprendere chi segue il Sahel da anni, ma la geometria degli attori: Jama’at Nusrat al-Islam wal-Muslimin, il JNIM affiliato ad Al Qaeda, e il Fronte di Liberazione dell’Azawad, a guida tuareg, hanno operato in coordinamento simultaneo. Un’alleanza tattica che potrebbe preludere a qualcosa di più: una futura sintesi politica tra jihadismo e nazionalismo tuareg. Vale la pena ricordare che nel biennio 2024/25 più della metà di tutti i morti per terrorismo jihadista nel mondo ha avuto luogo nel Sahel.

Sahel, in arabo sāḥil, significa “la costa”. Il mare è l’immenso deserto del Sahara. Mali, Burkina Faso e Niger — cuore di questa regione dove i gruppi armati sono da anni profondamente radicati — contano insieme oltre 72 milioni di abitanti e si estendono su un blocco territoriale più vasto di Francia, Germania, Italia, Inghilterra e Spagna messi insieme.