Mps ha chiuso il primo trimestre del 2026 con un utile di 521 milioni di euro. Il risultato è in crescita rispetto al dato contabile di 413 milioni del primo trimestre 2025, quando il Monte però ancora non consolidava Mediobanca, ma inferiore ai 692 milioni realizzati lo scorso anno su base pro-forma, simulando l'inclusione di Piazzetta Cuccia. L'utile, spiega una nota, «è sostenuto dalla crescita a doppia cifra della performance operativa» mentre, nel confronto su base pro-forma, «non beneficia di effetti positivi delle imposte». L'utile ante imposte sale infatti a 911 milioni, in crescita del 6,7% anno su anno e del 15,6% rispetto al quarto trimestre.

Le imposte sul reddito registrano un onere pari a 294 milioni di euro che rappresenta la fiscalità ordinaria relativa al risultato economico di periodo e risente anche dell'aggravio fiscale deciso con la finanziaria. Escludendo il contributo riferibile a Mediobanca, l'onere fiscale del trimestre ammonta a 169 milioni, a fronte di un provento fiscale di 16 milioni lo scorso anno imputabile alla rivalutazione delle Dta. Il consensus degli analisti prevedeva un utile di 429 milioni nel trimestre. Il Monte registra «una positiva evoluzione» dei ricavi, saliti a 1.960 milioni di euro (+2,9% anno su anno e del 3% sul quarto trimestre 2025) grazie al contributo sia del margine di interesse (+1,9% sul quarto trimestre 2025) che delle commissioni (+2,8%), con l'accelerazione della componente di wealth management e advisory (+7,6% trimestre su trimestre).