La ricostruzione degli investigatori Secondo gli investigatori che si sono basati su una testimonianza, l'uomo ha timbrato regolarmente il proprio biglietto (acquistato in un bar della zona industriale di Stroncone) dopo essere salito sul bus a Terni, sedendosi negli ultimi posti accanto a un finestrino. Nel primo pomeriggio di sabato 9 maggio il mezzo è partito alle 13.10 dalla stazione ferroviaria cittadina, diretto a Santa Lucia di Stroncone: il muratore di origine marocchina è salito all'altezza di viale Filippo Turati, mentre a Santa Lucia di Stroncone, alla fermata accanto a un'edicola, lo ha fatto la moglie che aveva appena finito di lavorare presso la famiglia dove presta servizio come badante. Il tempo di sedersi nei pressi della seconda porta d'uscita e il marito si è alzato e avvicinato a lei: l'avrebbe afferrata per una spalla cercando di sottrarle il telefono e pochi istanti dopo, fra le urla, è iniziata una colluttazione. L'autista ha subito fermato il bus e il 43enne ha estratto il martello che aveva già con sé, iniziando a colpire con violenza alla testa la moglie: è sceso una prima volta ma dopo pochi istanti è riuscito a risalire, bloccando la chiusura delle porte, per colpire di nuovo. Poi è fuggito a piedi, liberandosi dell'utensile e del braccialetto elettronico che gli era stato imposto dall'Autorità giudiziaria dopo precedenti violenze nei confronti della donna.
Aggredisce la moglie a martellate sul bus: fermato nel Ternano
Terni, fermato per tentato femminicidio il 43enne che ha aggredito la moglie su un autobus a Stroncone. Indossava il braccialetto elettronico











