Il Consiglio Ue ha adottato nel pomeriggio di oggi, 11 maggio, misure restrittive nei confronti di 16 individui e sette entità ritenuti responsabili di azioni che minacciano l’integrità e l’indipendenza dell’Ucraina, con particolare riferimento alla deportazione illegale sistematica, al trasferimento forzato, all’indottrinamento e all’educazione militarizzata, di minori ucraini, nonché all’adozione illegale e al trasferimento in Russia e nei territori temporaneamente occupati.

Dall’inizio del conflitto, si stima che la Russia abbia trasferito forzatamente quasi 20.500 bambini .

Secondo il Consiglio, tali azioni mirano a cancellare l’identità ucraina e violano i diritti fondamentali del bambino.

Tra le entità colpite figurano istituzioni collegate al ministero dell’Istruzione russo, come i centri per l’infanzia panrussi Orlyonok, Vele Scarlatte e Smena, accusati di gestire programmi di rieducazione ideologica e attività a carattere militare per i minori ucraini; oltre che il centro Dosaaf di Sebastopoli, la scuola navale Nakhimov e il club militare-patriottico “Patriot” in Crimea.

Le sanzioni colpiscono anche anche funzionari e politici provenienti da territori illegalmente occupati dalla Russia e vari responsabili di campi estivi per giovani e di club e organizzazioni militari-patriottiche, ritenuti responsabili della promozione dell’educazione patriottica e militare tra i giovani.