«Volevamo solo ammirare il panorama dall’alto». Si sono giustificati così i quattro giovani francesi saliti venerdì sera in cima al simbolo di Torino, la Mole Antonelliana. Sono stati beccati, con tanto di sacchi a pelo e materassi gonfiabili, pronti a passare la notte a ottanta metri di altezza. E a chi gli ha chiesto spiegazioni hanno ripetuto, fingendo ingenuità, di voler solo contemplare la città dell’alto e, magari, scattare qualche foto. Ma, dopo alcuni accertamenti, i carabinieri hanno scoperto che era tutta una messinscena e che quel nascondiglio era stato pianificato con cura: i quattro erano esperti di parkour, disciplina nata proprio in Francia che consiste nel superare gli ostacoli urbani con salti, scalate e acrobazie. Erano pronti a metterlo in pratica anche sulla Mole e poi forse a postare l’impresa sui social. Ma il personale del Museo e i militari hanno rovinato i loro piani.
Chi sono i quattro ragazzi
Il gruppo era formato da tre ragazzi e una ragazza, tra i 25 e i 28 anni. Sono entrati dentro il Museo del Cinema come semplici turisti. Si sono lasciati affascinare dalle aree espositive e solo dopo, poco prima dell’orario di chiusura, hanno messo in atto il piano.
C’è un percorso a piedi, nascosto, che dal piano terra arriva fino alla terrazza panoramica a 85 metri di altezza. Ed è proprio lì, lungo le scale dell’intercapedine della Cupola, che i quattro si sono imboscati. Sfruttando i punti ciechi delle telecamere o approfittando di un momento di distrazione durante il deflusso dei visitatori, sono saliti quasi fino all’ultimo piano. Non sono riusciti a raggiungere la terrazza, si sono fermati a 81 metri d’altezza. E, sperando di non essere visti, hanno aperto i sacchi a pelo e gonfiato i materassi, pronti a passare la notte e a godersi l’alba sulla città.






