Sei paracadutisti e due medici militari lanciati dal cielo per portare aiuto d'urgenza a un sospetto paziente contagiato e alla micro popolazione di Tristan da Cunha, uno degli insediamenti umani più remoti del pianeta nel mezzo dell'Oceano Atlantico meridionale e sprovvisto di una pista di atterraggio.

E' l'operazione "senza precedenti" realizzata dalle forze armate britanniche, su mandato del vacillante governo Starmer. A farla scattare, i timori d'infezione con l'hantavirus di un cittadino britannico residente in quello sperduto territorio, sbarcato sull'isola a metà aprile dalla nave da crociera Mv Hondius, focolaio galleggiante di contagio del cosiddetto virus dei topi. Il team è stato paracadutato dall'alto sabato da un aereo A400M della Raf per far arrivare nella piccola capitale dell'isola, pomposamente chiamata Edimburgo dei Sette Mari, farmaci, equipaggiamento medico d'emergenza e soprattutto bombole d'ossigeno per la respirazione assistita: le cui (limitate) scorte in loco si erano drammaticamente ridotte sotto il livello di guardia. Materiale utile in primis ad assistere il sospetto contagiato, colpito da sintomi compatibili con quelli d'una possibile infezione da hantavirus (dopo il prolungato periodo d'ipotetica incubazione) e attualmente tenuto in isolamento in condizioni definite "stabili".