Ieri, dopo 3 anni di stop dovuti alla guerra di Israele a Gaza, si è corsa la Maratona della Palestina. L’evento è aperto a persone di altre parti del mondo che corrono in solidarietà con i palestinesi. Un altra gara, più breve, si è svolta in contemporanea nella Striscia di Gaza.

Il programma prevedeva una maratona completa, una mezza maratona e una gara di 10 chilometri a Betlemme - in Cisgiordania - e una gara di 5 chilometri a Gaza. Secondo gli organizzatori, hanno partecipato all’evento 13.000 persone, di cui 2.500 a Gaza, e 1.000 stranieri provenienti da 75 paesi diversi. Un segnale di speranza rispetto al fragile cessate il fuoco in atto nella Striscia.

Tra campi profughi e posti di blocco

In Cisgiordania, i corridori non potevano completare il percorso di 42,2 chilometri senza imbattersi in un posto di blocco di Israele, motivo per cui il tracciato della maratona è stato riadattato: un circuito ad anello, da percorrere due volte. Dopo aver attraversato due campi profughi palestinesi e una cittadina agricola vicino a Betlemme - dove i campi sono divisi da un muro di cemento, filo spinato e telecamere - il percorso faceva un’inversione a U per terminare in Piazza della Mangiatoia a Betlemme.