LENDINARA (ROVIGO) - Cristo si è fermato a Eboli, ma prima in qualche modo è passato anche da Rovigo. Lo racconta la mostra "Carlo Levi e il Polesine", inaugurata alla Cittadella del cultura di Lendinara, dopo la presentazione nazionale alla Camera dei deputati a Roma. È aperta fino al 18 luglio.

Carlo Levi (Torino 1902 - Roma 1975), scrittore consacrato dal romanzo "Cristo si è fermato a Eboli", è stato anche pittore prolifico, ha esposto più volte alla Biennale di Venezia, e uomo impegnato politicamente: compagno di lotta di Piero Gobetti a Torino e attivista del movimento Giustizia e Libertà, l'attivismo antifascista gli è costato il confinamento.

Nella sua movimenta esistenza viene in contatto con il Polesine a inizio anni Cinquanta e non recide più il legame con questa terra, le cui condizioni sociali dovevano ricordargli la Basilicata del suo romanzo-manifesto, nonché dell'originale dipinto "Lucania 61", 18,5 metri di lunghezza, di cui in mostra c'è una riproduzione.

Uno dei motivi del legame di Levi con il Polesine è la tragica rotta del fiume Po il 14 novembre 1951, raccontata da inviato nei reportage pubblicati su "L'illustrazione italiana"; gli originali sono esposti in mostra. Un altro è lo stretto rapporto con il critico d'arte lendinarese Giuseppe Marchiori, nato a seguito del sodalizio che quest'ultimo aveva con il poeta Umberto Saba, padre di Linuccia, la compagna di Levi.