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Asfalto troppo viscido. Incidente di gruppo a 60 all'ora, corsa neutralizzata per 5 km. Vingegaard ci prova

Può succedere di tutto quando ormai sembra che nulla possa più succedere? È esattamente quello che è successo ieri pomeriggio nella seconda tappa di questo Giro di «Bulgaria» che oggi va a concludersi. Tappa di noia piena, corsa ad andatura turistica, con soli due ragazzi coraggiosi (la maglia azzurra del Gpm Mediolanum Sevilla e Maestri, compagni di squadra della Polti-VisitMalta, ndr) che fin dal primo chilometro prendono a vanno: resteranno in fuga 194 km.

Noia dicevamo, quando a 23 km dall'arrivo, con il gruppo lanciato in discesa ad oltre 60 all'ora, la corsa ha un terribile risveglio. Altra caduta massiva, questa ancora più brutta di quella dell'altro giorno. Finiscono a terra Adam Yates e Morgado, Kelderman e Derek Gee, Buitrago e Vendrame. Sono tanti i corridori che finiscono violentemente contro il guardrail. Buitrago, Vine e Soler sono costretti al ritiro. La tappa viene neutralizzata per 5 km, perché tutte le ambulanze sono impegnate a soccorrere i corridori e quindi viene a mancare alla corsa l'assistenza medica necessaria.