Da Aldo Moro alle tante altre vittime del terrorismo e delle stragi.

Uniti nel ricordo del prezzo pagato contro il "vile ricatto della violenza e del terrorismo". A cominciare dal leader della Dc che proprio il 9 maggio di 48 anni fa fu trovato cadavere in una Renault 4 rossa a due passi da Botteghe oscure. E' partito da lì l'omaggio delle istituzioni, reso fisicamente dal presidente Sergio Mattarella che in mattinata, accompagnato dai presidenti delle Camere Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, ha deposto una corona di fiori in via Caetani. E subito dopo, nella cerimonia ufficiale che quest'anno si è svolta al Senato (da tempo ci si alterna fra le due Camere). Presente il capo dello Stato, i vertici delle istituzioni, ministri e soprattutto i parenti delle vittime. Alcuni con la commozione che non hanno nascosto. Quasi tutti con la richiesta instancabile di verità. "Pretendere la verità è un accanimento dovuto e non ci arrenderemo mai. La vendetta non mi appartiene e non ci appartiene ma la riscossa sì", sono state le parole ferme di Massimo Coco, figlio di Francesco Coco, procuratore della Corte d'appello di Genova ucciso dalle Br nel 1976 e che due anni prima rifiutò la trattativa, appunto con i brigatisti, nel sequestro del magistrato Mario Sossi.