Sembrava una scena uscita da un thriller americano: un bambino che entra da solo in un supermercato per comprare una bottiglietta di tè, uno sconosciuto che gli si avvicina alle casse, la mano appoggiata sulla spalla, il tentativo di trascinarlo via mentre intorno nessuno, almeno per qualche secondo, capisce davvero cosa stia succedendo. Invece non era un film. È accaduto davvero, nel tardo pomeriggio di giovedì, all’Esselunga di piazza Oldrini, a Sesto San Giovanni.
Il protagonista della vicenda, suo malgrado, è un bambino marocchino di appena 10 anni. Era entrato nel supermercato con il permesso della madre, rimasta all’esterno del punto vendita, per acquistare qualcosa da bere. Una scena normalissima, quasi quotidiana, in una zona dove molti ragazzini si fermano nei negozi dopo aver giocato in piazza. Ma pochi minuti dopo quel gesto innocente si è trasformato in un incubo. Secondo quanto ricostruito dalla polizia, il piccolo si sarebbe ritrovato accanto un uomo di 25 anni, kosovaro con cittadinanza svizzera e problemi psichici. Il giovane avrebbe iniziato a seguirlo tra le corsie fino a raggiungerlo alla cassa. Lì, davanti agli occhi increduli dei presenti, gli avrebbe appoggiato una mano sulla spalla, cercando di convincerlo a camminare con lui verso l’uscita. Il bambino era visibilmente spaventato. E proprio quel dettaglio ha evitato il peggio. La cassiera del supermercato ha immediatamente intuito che qualcosa non andava. Quel cliente adulto e quel ragazzino non sembravano affatto padre e figlio. Il piccolo appariva paralizzato, quasi incapace di reagire. La dipendente ha quindi chiesto ai presenti di rintracciare la madre e di chiamare il 112. A quel punto si è consumata una scena convulsa, degna di un action movie: alcuni clienti hanno circondato il 25enne impedendogli di allontanarsi, mentre altri cercavano la madre del bambino tra le corsie e all’esterno del supermercato.







