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Ultimo aggiornamento: 9:08
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Portare la prevenzione dei tumori al seno nei luoghi più difficili, perché il diritto alla salute valga per tutte le donne. È la sfida delle carovane di Komen Italia – in festa fino al 10 maggio per la Race for the Cure a Roma – che quest’anno vogliono raggiungere anche le detenute dei penitenziari e chi vive nei quartieri di periferia delle città. Così come le donne caregiver che troppo spesso rinunciano a curarsi perché non sanno a chi lasciare i propri figli. “Vogliamo dare equità di accesso”, racconta la presidente Alba Di Leone, chirurga senologa al Gemelli Isola Tiberina, mentre passeggia tra gli stand montati al Circo Massimo per la più grande manifestazione al mondo per la lotta ai tumori al seno. “Se è complicato curarsi per una donna che ha gli strumenti, quando il tumore arriva in una situazione di disagio, è ancora più pesante gestirlo. Ci sono problemi economici, ad esempio il non poter chiedere un permesso al lavoro, ma anche culturali perché non sempre c’è la consapevolezza dell’importanza della prevenzione. E poi c’è la paura, che può colpire anche la manager che non vuole fare la mammografia. Ecco possiamo dire che la Race for the Cure è riuscita a ridurre la paura”.









