Contro la Meloni ormai vale tutto. Abbiamo visto gli attacchi personali, le foto a testa in giù, le immagini fatte con l’intelligenza artificiale e diverse volte pure delle clamorose balle (vedi ad esempio la propaganda per il “no” al Referendum sulla riforma della giustizia). Che per attaccare il governo si arrivasse anche a tirare in ballo i disabili, però, non era mai successo.

A colmare questa lacuna ci ha pensato Massimo Giannini, editorialista di Repubblica e ospite richiestissimo in varie trasmissioni di La7. Qualche giorno fa era a “DiMartedì”, il programma di Giovanni Floris. Si parlava del record di longevità del governo Meloni, e lui, per andare contro la premier, si è lanciato in uno scivolosissimo paragone: «La longevità è sicuramente un pregio, ma è una condizione non sufficiente per fare un buon governo.

Il governo è come un essere umano, tutti siamo contenti se un essere umano vive fino a cento, centodieci anni, ma bisogna vedere in che condizioni ci arriva. Se passa gli ultimi vent’anni della sua esistenza immobile, su una sedia a rotelle a non fare nulla, è inutile che abbia vissuto così tanto».

Ecco, non c’è bisogno di aggiungere granché. Che sia una frase infelice è evidente a tutti. Perché è assurdo associare il concetto di “sedia a rotelle” a quello di “vita inutile”. Tra l’altro, come fatto notare da più parti, proprio a pochi giorni dalla morte di Alex Zanardi, celebrato dall’Italia intera proprio perché ha dimostrato che anche su una carrozzina si può benissimo vivere al 100%. E infatti, come prevedibile, sono arrivate parecchie critiche da chi il mondo della disabilità lo vive tutti i giorni. «Personalmente la mia non è una vita inutile, anche se sono da 33 anni in carrozzina», ha detto al Secolo d’Italia Gianfranco Paglia, medaglia d’oro al valor militare, vittima di un attentato in Somalia nel 1993. «Non so come possa essere venuta in mente questa frase a Giannini, un giornalista che si definisce progressista».