Negli ultimi anni abbiamo seguito con attenzione l'evoluzione della serie Fit di Huawei, apprezzando come l’azienda cinese riesca a concentrare tecnologia di frontiera, nel campo del monitoraggio della salute e del benessere, in un dispositivo così sottile, leggero e dotato di un’autonomia che ha pochi rivali sul mercato.
La batteria del nuovo Fit 5 Pro può superare i dieci giorni di utilizzo.
E, al di là delle singole funzioni, è un aspetto che può fare davvero la differenza.Ricaricare uno smartphone è ormai un gesto quasi automatico: si arriva a sera con poca autonomia residua e si collega il telefono al cavo Usb-C. Con uno smartwatch, invece, il rapporto è diverso. La ricarica tende a essere rimandata, anche perché su un display più piccolo la percentuale di batteria si nota meno facilmente.
Così può capitare che l’orologio si scarichi proprio nei momenti meno opportuni: appena svegli, prima di una giornata fuori casa o di un allenamento, oppure alla partenza per un viaggio di lavoro di due giorni. In quei casi bisogna ricordarsi anche il cavo dedicato, spesso con base magnetica rotonda e connettore specifico. Avere più giorni di autonomia riduce questo margine di rischio e rende lo smartwatch più semplice da usare nella vita quotidiana.








