E' un papa Leone sorridente ed emozionato come poche volte lo si era visto finora quello che, al termine di una visita pastorale iniziata la mattina presto dal santuario di Pompei, quasi prorompe in un "Viva Napoli!" ricco di calore in piazza del Plebiscito nell'abbraccio con la cittadinanza. Le emozioni della giornata serratissima non hanno impedito però al Pontefice di emettere una denuncia ferma contro la malavita proprio nella città che, come ha detto anche il suo arcivescovo Mimmo Battaglia, ancora di camorra muore. "Napoli vive oggi un drammatico paradosso - ha osservato Leone -: alla notevole crescita di turisti fatica a corrispondere un dinamismo economico capace di coinvolgere davvero l'intera comunità sociale.

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La città ancora segnata da un divario sociale che non separa più il centro dalle periferie, ma è addirittura marcato all'interno di ogni area, con periferie esistenziali annidate anche nel cuore del centro storico". "In molte zone - ha proseguito - si scorge una vera e propria geografia della disuguaglianza e della povertà, alimentata da problemi irrisolti da tempo: la disparità di reddito, le scarse prospettive di lavoro, la carenza di strutture adeguate, l'azione pervasiva della criminalità, il dramma della disoccupazione, la dispersione scolastica". "Dinanzi a queste realtà - ha detto quindi -, che talvolta assumono dimensioni preoccupanti, la presenza e l'azione dello Stato è più che mai necessaria, per dare sicurezza e fiducia ai cittadini e togliere spazio alla malavita organizzata".