Preoccupa lo spettro del trasferimento del centro trasfusionale del Galliera al San Martino: “Il nostro reparto, però, ci è stato assicurato che dovrebbe restare lì”

Genova – Quattromila sacche di sangue ogni anno per quasi 200 persone che in Liguria hanno la talassemia. L’8 maggio è la Giornata Mondiale della Talassemia, una delle patologie rare ed ereditarie più diffuse a livello globale. Coinvolge l'emoglobina nel sangue e ad oggi la trasfusione è l'unica terapia salvavita. I pazienti ogni 18-21 giorni si rivolgono al centro di riferimento: “a Genova il centro di microcitemia, diretto dalla dottoressa Manuela Balocco, ha sede all’interno del reparto trasfusioni dell’ospedale Galliera”, spiega Gaia Cifone, presidente dell'Associazione Ligure Thalassemici. “Lì veniamo seguiti dalla nascita fino ai nostri ultimi giorni di vita, perché è una malattia cronica, che può portare anche delle complicanze, ci sono persone che hanno problemi alla tiroide o delle patologie legate soprattutto alle ossa, quindi richiede un approccio multidisciplinare”.

Sono 124 le persone trasfusione-dipendente, di cui quattordici minori, e 75 non dipendenti da trasfusione. “Dico sempre che abbiamo appuntamento con la vita, ogni volta che andiamo in ospedale”. Una giornata tipo si svolge così: “arriviamo, facciamo i prelievi classici, l'emocromo, la prova crociata, poi si attendono le sacche di sangue, che durano un’ora ciascuno. La quantità dipende in base alle esigenze: è una giornata che passiamo interamente all'ospedale. Il reparto di microcitemia è un po' la nostra seconda casa, abbiamo un rapporto con i medici e con le infermiere come se fossero una seconda nostra famiglia, perché ci conoscono da diversi anni”.