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Ci sono due immagini che raccontano l'incredibile dicotomia dei Verdi inglesi. Una è di Polanski sul carro del Pride con un ballerino che si dimena in abiti a dir poco succinti. L'altra è di Mothin con la moglie integralmente coperta dal niqab
C'è un filo rosso che si annoda attorno alla sinistra europea. Un filo che lega l'estremismo progressista, quello più ideologicamente intriso di idolatria woke, all'estremismo islamico. Succede in Italia dove si moltiplicano i candidati musulmani in lista. Succede in Francia dove Jean-Luc Mélenchon e il suo partito, La France Insoumise, sono accusati di "islamo-gauchisme", ovvero di complicità con la falange più radicale dell'islam. E succede nel Regno Unito dove la leadership dei Verdi incarna benissimo il doppio volto di questa sinistra: da una parte il leader Zack Polanski, ebreo, omosessuale e vegano; dall'altra uno dei suoi vice, Mothin Ali, musulmano integralista, nato da famiglia bengalese, e da più accusato per le sue posizioni contro Israele. Il tutto in un clima preoccupante, con aggressioni e attacchi a sinagoghe e ebrei.






