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Milano, 7 mag. (askanews) – Più di 20mila visitatori, oltre 100 conferenze con 300 speaker. Il Salone del risparmio chiude l’edizione che ha messo al centro del dibattito il futuro del wealth management: l’impatto dell’intelligenza artificiale e le tensioni geopolitiche dettano le priorità dell’industria, anche se il tema più discusso tra gli stand in fiera a Milano è la riforma sulla previdenza complementare.
Fabio Galli, direttore generale di Assogestioni. “E’ il tema principale perché potrebbe cambiare proprio la struttura del mercato di capitale italiano. Forse una delle più grosse debolezze del nostro Paese è non aver sviluppato fondi pensione negli scorsi anni e questa riforma, che è una riforma organica, è stata sottostimata: noi contiamo di vedere parecchi nuovi lavoratori aderire e avere quindi una pensione, nello stesso tempo avere risorse che fluiranno verso l’economia reale. Per l’industria del risparmio gestito significa avere delle risorse che sono investite, allocate in un’ottica di lungo termine. Quindi possono essere anche allocate verso la piccola e media impresa, le infrastrutture e tutto ciò che richiede anche un elemento di liquidità. E questo vuol dire avere anche dei rendimenti più elevati, con un orizzonte temporale superiore ai 5-10 anni”.









