Quasi un aereo al giorno costretto a deviare la propria rotta ed effettuare un atterraggio d’emergenza a causa di risse, aggressioni e passeggeri ubriachi. È l’allarmante bilancio operativo tracciato da Michael O’Leary, amministratore delegato di Ryanair, che per arginare il fenomeno ha richiesto formalmente l’introduzione di un divieto di somministrazione di alcolici nei bar degli aeroporti durante le fasce orarie mattutine.
In un’intervista rilasciata al quotidiano britannico The Times, il numero uno della compagnia low cost ha evidenziato un peggioramento sistemico delle intemperanze a bordo, definendo la gestione dei passeggeri molesti “una vera sfida per tutte le compagnie aeree”. Il fulcro della polemica sollevata da O’Leary riguarda le esenzioni dalle normali licenze di vendita di cui godono i punti ristoro all’interno dei terminal aeroportuali, svincolati dalle restrizioni orarie in vigore per i normali locali cittadini. “Non capisco assolutamente perché la gente venga servita nei bar degli aeroporti alle cinque o alle sei di mattina”, ha dichiarato il manager. “Chi ha bisogno di bere una birra a quell’ora? Non dovrebbero essere serviti alcolici negli aeroporti al di fuori degli orari di apertura dei pub”. Oltre allo stop mattutino, la proposta dell’amministratore delegato prevede l’introduzione di un tetto massimo di due bevande alcoliche a persona durante il resto della giornata, una limitazione che, secondo O’Leary, potrebbe essere agevolmente monitorata imponendo la scansione della carta d’imbarco al momento dell’ordinazione.






