L'Italia mancherà molti degli obiettivi di sviluppo sostenibile al 2030 ma politiche coraggiose e coordinate possono cambiare il futuro del Paese.
È quanto emerge dal 'Rapporto di primavera 2026' dell'ASviS, presentato nella sede della Borsa Italiana nell'ambito del decimo Festival dello Sviluppo sostenibile.
Il quadro che emerge dal Rapporto dell'Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile è inequivocabile: mentre il 90% degli studenti e delle famiglie, nonché l'85% della business community, ritiene importanti o molto importanti i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell'Agenda 2030, la politica continua a guardare altrove, schiacciata tra crisi energetiche, incertezza geopolitica e carenza di visioni per un futuro più equo e sostenibile dell'Italia e della Ue.
Le previsioni elaborate da Prometeia e dall'ASvis mostrano che solo 11 obiettivi quantitativi sui 38 analizzati sono raggiungibili entro il 2030.
Ad esempio, il tasso di occupazione previsto è al 71,2% (contro un target del 78%), la quota di energia da rinnovabili al 29,4% (contro il 42,5% del RePower Eu), il rapporto occupazionale di genere al 77,1% (contro il 90% previsto dal Pilastro europeo dei diritti sociali).






