"La mia impressione è che in questo anno il Papa abbia cercato delle forme di mediazione per calmare gli animi, cercare di sanare i conflitti all'interno della Chiesa tra fazioni, e ricordiamo bene alcuni episodi impressionanti da questo punto di vista.
Ed è anche da capire fino a che punto l'identità agostiniana del Pontefice sia una spinta in questa direzione". A parlare con l'ANSA del primo anno di pontificato di Leone XIV è Giovanni Filoramo, storico delle religioni, che ricorda come su Prevost ci siano state iniziali riserve per "non essere stato, a differenza di Francesco ma anche dei Papi precedenti, soprattutto di Wojtyla, vescovo di una diocesi importante, di non aver avuto funzioni pastorali nelle situazioni concrete e difficili".
"Però lui è stato per 12 anni priore degli Agostiniani - rievoca - e penso sia molto importante perché gli ha fornito la capacità di mediare tra anime. Gli Agostiniani sono un Ordine complicato, con sedi in tutte le parti del mondo, con posizioni anche diverse: facendo il generale ha dovuto per forza imparare a mediare tra situazioni diverse, tra le diverse anime dell'Ordine. Da qui la sua predisposizione, che mi pare evidente, alla mediazione, al dialogo, a non cercare lo scontro frontale".






