Un dipendente del New York Times ha citato in giudizio il proprio quotidiano, sostenendo di essere stato discriminato in quanto uomo e bianco. Martedì, la Commissione per le pari opportunità di impiego (EEOC) ha intentato una causa federale per violazione dei diritti civili, accusando il giornale di essere responsabile di "pratiche di assunzione illegali". L'accusa è quella di aver discriminato un dipendente bianco di sesso maschile, negandogli la promozione desiderata a vantaggio di una donna meno qualificata. Il tutto per rispettare gli obiettivi di rappresentanza basati su razza e sesso.
"I quattro candidati ammessi alla fase dei colloqui con la commissione corrispondevano alle caratteristiche razziali e/o di genere che il NYT intendeva promuovere nella sua leadership" si legge nella denuncia. Il gruppo finale di candidati era composto da "una donna bianca, un uomo nero, una donna asiatica e una donna multirazziale".
Il quotidiano ha respinto tutte le accuse attraverso la portavoce Danielle Rhoades Ha, che ha detto: "Il New York Times respinge categoricamente le accuse di natura politica mosse dall'EEOC dell'amministrazione Trump". E ha aggiunto: "Le nostre politiche di assunzione si basano sul merito e mirano a reclutare e promuovere i migliori talenti al mondo. Ci difenderemo con fermezza".








