Roma gli scorre dentro, come la terra rossa del Foro Italico sotto le sue scarpe. Flavio Cobolli arriva agli Internazionali d'Italia da protagonista, con una prima parte di 2026 che lo ha visto crescere fino a diventare numero 12 del mondo: i quarti a Madrid, la finale a Monaco di Baviera e il titolo ad Acapulco, con la ciliegina del successo in doppio misto a Indian Wells insieme a Belinda Bencic. Il tutto dopo lo storico trionfo in Coppa Davis che ha chiuso il suo spettacolare 2025.

Ma al di là dei risultati, c'è qualcosa che va oltre la classifica: il legame con la sua città. Perché per un romano, giocare al Foro non è un torneo come gli altri. È casa, è famiglia, è un sogno che si rinnova ogni anno, tra il calore della gente e il peso dolce delle aspettative.

Quanto è forte l'emozione di giocare nella sua Roma, davanti al pubblico che non vede l'ora di sostenerla?

«È incredibile. Per me poi è un'emozione sempre diversa, perché ogni anno è come se fosse sempre la prima volta. Giocare sui bellissimi campi del Foro Italico, a casa mia e con il pubblico romano non si può descrivere. Spero di fare meglio dello scorso anno perché è davvero un appuntamento importante».

Il suo avvio di stagione non è stato semplice, ma poi sono arrivati i risultati. Come giudica questa prima parte del 2026?