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Bruxelles rafforza il sostegno a Yerevan prima delle elezioni. Mosca teme il riavvicinamento armeno all’Occidente
Un nuovo potenziale fronte di scontro tra Europa e Russia si apre in queste ore in Armenia. Nella nazione del Caucaso, una regione considerata da Mosca come il proprio “cortile di casa, si è appena svolta infatti la riunione della Comunità politica europea, l’organismo di discussione strategica sulla sicurezza del Vecchio Continente nato nel 2022. In calendario nella giornata di martedì è poi previsto il primo vertice tra Unione Europea e Armenia. Una girandola di appuntamenti istituzionali che si svolgono a poche settimane, il prossimo 7 giugno, delle elezioni legislative che il primo ministro pro-occidentale Nikol Pashinyan spera di vincere. Un auspicio fortemente condiviso da Bruxelles.
I meeting istituzionali di questa settimana mostrano come l’Unione europea rivolga grande attenzione a quanto succede in Armenia, una nazione che formalmente è parte dell’Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva (Csto), alleanza militare a guida russa. Il Guardian ha riportato che l’Unione Europea sta inviando a Yerevan una squadra composta da una trentina di esperti per contrastare gli attacchi informatici russi, la manipolazione e l’interferenza delle informazioni e il contrasto dei flussi finanziari illeciti, intensificando al contempo il proprio sostegno all’ex repubblica sovietica in un periodo di forte tensione politica.






