Come prevedibile, con il nuovo decreto taglia accise, i prezzi dei carburanti vanno in due direzioni opposte. Perché il terzo intervento del governo, entrato in vigore il 2 maggio, ha prorogato lo sconto sul gasolio ma ha depotenziato quello sulla benzina. Le conseguenze si vedono già alle stazioni di servizio.

Il rincaro della benzina

La benzina, infatti, si avvia verso i due euro al litro. Il nuovo taglio riduce le accise di 6,1 centesimi al litro e il prezzo medio, così, è di 1,928 euro al litro secondo le rilevazioni del ministero delle Imprese. Era “prevedibile” arrivare a queste cifre, perché con il nuovo sconto i listini della verde sarebbero saliti di 18,3 centesimi al litro (cioè la differenza tra il vecchio e il nuovo taglio alle accise).

L’ascesa, però, potrebbe non fermarsi. La situazione nello Stretto di Hormuz non si è ancora sbloccata e le conseguenze si vedono nelle quotazioni del greggio, col Brent del Mare del Nord sopra i 110 dollari al barile e l’americano Wti oltre i cento dollari.

In alcune Regioni sfiorati 1,950 euro al litro, la più economica in Campania