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Luigi Salomone 05 maggio 2026
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La Lazio passa a Cremona in rimonta, si riprende l’ottavo posto ma soprattutto conquista il 26esimo punto in un girone di ritorno già adesso migliore rispetto all’andata (17 punti nelle ultime gare). Sbaglia Motta, regala a Bonazzoli il gol del vantaggio alla squadra di Giampaolo che, a fine gara, vede più vicina la retrocessione, nella ripresa risposta di Isaksen e Noslin con l’olandese decisivo per la vittoria: tre punti per non intristirsi ancora di più per una classifica anonima ma teoricamente a soli quattro punti dalla zona Conference dell’Atalanta. Giampaolo col solito 4-4-2, Bonazzoli e Sanabria avanti, in mediana c’è l’ex Floriani Mussolini. Sarri sceglie tutti i migliori e schiera quella che potrebbe essere la formazione per la finale contro l’Inter. Unica eccezione Gila infortunato per il resto Motta, Marusic, Romagnoli, Provstgaard, Tavares, Basic, Patric, Taylor (recuperato in extremis dopo l’influenza), Isaksen, Maldini e Zaccagni sono favoriti per la Coppa Italia anche se sul centravanti ci sono molti dubbi.
Si parte e subito Provstgaard sfiora il vantaggio ma è solo un’illusione. Perché la Lazio fraseggia bene ma, come spesso le capita, è fortissima nei preliminari ma non tira mai verso la porta per colpa di tutti, soprattutto dell’assenza di un centravanti. Maldini stecca un’altra volta, gira lontano all’area di rigore e come Luperto o Bianchetti, subentrato dopo pochi minuti al posto di Baschirotto, gli fanno sentire i tacchetti, sparisce dal campo. Intorno alla mezz’ora, tanto per non farsi mancare nulla, un tiro innocuo di Bonazzoli coglie impreparato Motta: è il primo errore del giovane portiere laziale. Succede, non deve accadere invece che la squadra non reagisca, accusa il colpo tanto che Zerbin sfiora il raddoppio. Il solito mediocre Chiffi fischia la fine di un primo tempo deludente.









