Un antico predatore con un cranio così potente da poter schiacciare le prede con un solo morso. È questa una delle caratteristiche più sorprendenti emerse dallo studio di un fossile risalente a circa 210 milioni di anni fa, riportato alla luce a Ghost Ranch, in Nuovo Messico, e appena identificato come Eosphorosuchus lacrimosa, vissuto nel tardo Triassico, in un’epoca di forte sperimentazione evolutiva.

Lo studio, condotto da un team dell’Università di Yale, ha chiarito che non si tratta di un esemplare già noto, ma di una linea evolutiva distinta, e questo ha contribuito a rivedere la storia dei primi coccodrilli e dei loro parenti più antichi. L’evoluzione iniziale dei Crocodylomorpha è infatti considerata una fase chiave per la storia dei vertebrati terrestri, e la ricerca ha aiutato anche a ricostruire le dinamiche tra specie coesistenti. Secondo gli studiosi, si trattava di un predatore altamente specializzato, con questa particolarità del morso molto forte che, secondo la ricerca, è dovuta da un cranio corto e robusto, una struttura che aumenta l’efficienza della forza durante la chiusura delle mascelle, e da ossa craniche rinforzate che rendevano il cranio più resistente. A questo si aggiunge una muscolatura mandibolare esterna molto sviluppata, soprattutto il muscolo adductor externus, fondamentale per la potenza del morso nei rettili.