Tolse le scarpe e indossò delle pantofole bianche.

I primi passi un po' incerti, a causa di quelle calzature che non erano sue, ma poi proseguì il percorso diretto verso l'area della preghiera.

Era il 6 maggio del 2001, venticinque anni fa, quando il primo Papa della storia, Giovanni Paolo II, mise piede in una moschea, nel corso del suo viaggio apostolico in Siria; presidente era Bashar Al Assad. Si trattava della Grande Moschea degli Omayyadi, nella parte vecchia di Damasco, tra le viuzze del suk.

Da lì Wojtyla lanciò un appello al mondo islamico, a conoscersi meglio, cristiani e musulmani, e ad educare i giovani alla comprensione ed alla tolleranza. Nella stessa moschea il Papa ebbe anche un momento di raccoglimento di fronte al memoriale di Giovanni Battista, al cui interno, secondo la tradizione, sarebbe custodita la testa del profeta che è venerato anche dagli islamici.

Le cronache dell'epoca raccontano nei dettagli quello storico momento, che fu ripetuto poi dai successori: Benedetto XVI, Francesco e anche Papa Leone che, in meno di un anno di pontificato, ha già visitato due moschee, quella di Istanbul, lo scorso novembre, e quella di Algeri, nel suo recente viaggio in Africa.