Le prese di profitto proseguono sui mercati azionari mentre le tensioni in Medio Oriente si intensificano e crescono i timori di inflazione.
Giappone, Cina e Corea del Sud chiusi per festività lasciano gli scambi al lumicino ma Hong Kong cede l'1% e i future sugli indici europei e americani sono tutti in rosso.
Il rally del petrolio, che ha visto il Brent superare i 115 dollari al barile, si prende una pausa e durante la sessione asiatica il benchmark scende dello 0,9% a circa 113,50 dollari al barile, riducendo in parte il balzo del 5,8% di lunedì.
"I futures del petrolio Brent e WTI sono in calo martedì, ma è improbabile che ciò offra un segnale forte ai trader macroeconomici, data la modesta volatilità dei volumi di scambio.
Il quadro generale è il rapido calo delle scorte globali di petrolio e derivati, che non sono ancora state completamente incorporate nei prezzi di obbligazioni e azioni" commenta un analista.






