Le borse continuano ad aggiornare i massimi storici, con l’indice americano S&P 500 ormai sopra i 7.200 punti, mentre il Dow Jones prosegue la sua scalata verso i 50.000 punti (al momento siamo oltre 49.000). L’ottimismo dilaga anche in Asia, con il NIKKEI (oggi chiuso per la festività del Midori no hi) che naviga a meno di un punto percentuale da quota 60.000, anche in questo caso su valori record. Massimi storici anche per l’indice Kospi (Corea del Sud), salito di altri quattro punti percentuali, sulla scia del rinnovato ottimismo per il comparto dell’intelligenza artificiale.
Oro e argento: fase di consolidamento dopo i record di inizio anno
Le tensioni geopolitiche non sembrano quindi scalfire più di tanto le borse, spinte al rialzo dai solidi numeri in arrivo dagli “earnings”, ossia dai bilanci trimestrali delle grandi aziende. Al momento quasi i due terzi dei titoli quotati sull’S&P 500 ha pubblicato i dati relativi al primo trimestre del 2026. I numeri sono chiari: per l’84% di questi gli utili per azione (EPS) hanno battuto le attese, mentre i ricavi sono stati superiori alle attese nell’81% dei casi, secondo i dati analizzati da FactSet. Ecco, quindi, che – almeno per le borse – i timori geopolitici vengono in qualche modo messi in secondo piano, a fronte di una resilienza alla crescita da parte delle grandi società quotate.






