New York - Non è solo una vittoria, e non è soltanto una “prima volta”. Nella luce obliqua di Churchill Downs, tra cappelli e bourbon, la storia americana ha fatto quello che spesso le succede: ha aspettato troppo a lungo prima di sembrare improvvisamente inevitabile.Cherie DeVaux, 44 anni, è la prima donna trainer nella storia a vincere il Kentucky Derby, la corsa ippica più famosa d’America giunta alla sua 152ª edizione.

Originaria di Saratoga Springs, New York, Cherie viene da una famiglia legata ai cavalli e lei stesso ha aperto una propria scuderia nel 2018, dopo aver lavorato per anni come assistente. Alla fine non è arrivata qui come un’eccezione folkloristica, ma come il risultato di una lunga ostinazione silenziosa. Nel mondo dell’ippica - ancora segnato da gerarchie antiche quanto le sue tradizioni - il suo trionfo non rompe soltanto un soffitto di vetro: rivela quanto fragile fosse già da tempo. Ma Cherie viene considerata una predestinata: prima di trionfare con un suo cavallo nel Derby, aveva conquistato più di trecento vittorie. Ma questa ha avuto qualcosa di cinematografico: il suo Golden Tempo non era tra i favoriti.

Il traguardo al Kentucky Derby

Durante la gara era addirittura ultimo tra i diciotto in gara e tutto sembrava normale. Nel rettilineo finale, guidato da Jose Ortiz, dopo aver atteso il momento giusto, Golden Tempo ha trovato spazio all’esterno e rimontato tutti gli altri diciassette concorrenti, in modo inesorabile, vincendo di un soffio contro il favorito Renegade. Terzo è arrivato Ocelli, altro outsider clamoroso della corsa. Anche per Ortiz è stata la prima volta nel Kentucky: ha vinto all’undicesimo tentativo, in un finale con margine minimo, roba che il Derby produce spesso e che ne alimenta il mito.