Quattro minuti prima di aprire il fuoco nel campus di un’università americana, a Tallahassee, Phoenix Ikner ha scattato una foto a una Glock - una pistola semiautomatica - e l’ha caricata su ChatGpt, il popolare chatbot basato su intelligenza artificiale. Voleva sapere come usarla.
“C’è una sicura da disinserire?” ha chiesto il ragazzo.
ChatGpt gli ha risposto di no: “Se c’è un proiettile in canna e premi il grilletto, sparerà”.
Pochi istanti dopo Ikner, uno studente di 20 anni della Florida State University, ha ucciso due persone - e ne ha ferite altre cinque - nel campus che frequentava abitualmente.
I messaggi disturbati e violenti con il chatbot






