Una Laura Pausini letteralmente senza fiato. No, non per l'emozione, anche se a giudicare dall'affetto e l'entusiasmo del pubblico dell'Equador accorso ad ascoltare la popstar romagnola sarebbe stato più che logico. Ma per l'atmosfera, intesa come rarefazione dell'ossigeno.
Scherzi della location: la mitica interprete di Solarolo, diventata celebre da ragazzina al Festival di Sanremo con La solitudine e poi partita alla conquista del mondo, raggiungendo un successo planetario e lo status di diva totale nella galassia latino-americana, da Miami a Buenos Aires, venerdì 24 aprile si è esibita nel Palazzetto dello Sport General Rumiñahui di Quito, in Ecuador appunto.
La città si trova a ben 2.850 metri sul livello del mare e come ben sanno anche gli appassionati di calcio, mantenere la performance fisica a quell'altitudine è assai complicato. Serve una ossigenazione eccezionale e soprattutto un'abitudine a gestire lo sforzo.
Niente paura, comunque. In una pausa dello show Laura, visibilmente provata, è corsa dietro le quinte è si è fatta dare dai suoi collaboratori una mascherina per l'ossigeno. Qualche secondo di inalazione, per fare il pieno di energia e recuperare le forze, e si torna in scena. L'auto-ironia però non è mai venuta meno: "Si può parlare mentre si indossa questa maschera, o è meglio di no?", ha chiesto spiazzando tutti.






