La circostanza emerge dal decreto di fermo con cui i carabinieri hanno portato in carcere il titolare dell'esercizio commerciale, Wei Lin, indagato per omicidio volontario, occultamento di cadavere e indebito utilizzo di strumenti di pagamento diversi dai contanti. Secondo quanto ricostruito, il 42enne cinese e la vittima si sarebbero messi d'accordo affinché Scamarcia, tramite la sua carta del reddito di inclusione (con cui è possibile solo fare acquisti, non prelevare), effettuasse una transazione da 600 euro sul pos del negozio. Lin gliene avrebbe dovuti restituire poi 530 in contanti, trattenendone 70 come costo dell'operazione. Il 42enne, però, gli avrebbe restituito solo 500 euro, e da questo sarebbe nato il contrasto culminato nel soffocamento di Scamarcia.