Sorriso smagliante e orgoglio paterno. “Voglio ricordarti così. Nel tuo giorno più bello. La laurea di nostra figlia”. Un dolore “immenso” ha travolto la famiglia di Angelo Pizzi, il responsabile di sala ucciso per errore a Bisceglie. Il 62enne stava lavorando nella Spaghetteria Numero 1 al momento dell’agguato: il vero obiettivo, secondo gli investigatori, sarebbe stato il titolare del locale, che avrebbe precedenti penali e sarebbe considerato un personaggio vicino al clan Capriati.

Sparatoria a Bari vecchia, una pistola e una mitraglietta per mostrare chi comanda agli Strisciuglio

di Chiara Spagnolo

29 Aprile 2026

Pizzi era un marito, un padre e un “gran lavoratore”: nel post pubblicato dalla moglie del responsabile di sala, sono centinaia i commenti che riportano l’immagine di un uomo tutto d’un pezzo. “Una persona così corretta, onesta, pulita - si legge - non meritava tutto ciò”. Dolore e incredulità: è questo il filo rosso di sentimenti che lega amici e parenti del 62enne. Ad agire, secondo quanto ricostruito finora dei carabinieri del Nucleo investigativo di Trani e della Tenenza di Bisceglie coordinati dalla Dda di Bari, sarebbero state almeno due persone con i volti coperti da passamontagna, arrivate e poi fuggite su una utilitaria di colore scuro.