Studenti senza scarpe e altro materiale antinfortunistico, in officina senza alcuna visita medica obbligatoria e con sole quattro ore di formazione online. Davide Vasconi (Cgil), presidente del Comitato di controllo provinciale dell’Inail della provincia di Reggio Emilia non usa la parola “sfruttamento”, ma non esita a elencare i problemi che vede ogni giorno riguardo ai Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento, l’ex alternanza scuola/lavoro che i ragazzi dei licei devono fare per novanta ore, quelli dei tecnici per 150 ore e i professionali per circa 210 ore.
A convincere Vasconi ad intervenire è stato l’ultima segnalazione – l’ennesima – che ha ricevuto nei giorni scorsi: uno studente di 17 anni della provincia di Reggio inviato in un’azienda metalmeccanica della val d’Enza a cui sono state rifiutate le scarpe antinfortunistiche. A quel punto la madre ha chiamato l’azienda che il giorno successivo ha sciolto il contratto con lo studente. “Non posso rendere pubblico il nome della ditta – spiega Vasconi a Ilfattoquotidiano.it – perché la famiglia teme ritorsioni da parte della scuola ma vi posso assicurare che non è l’unico caso”. Non un’eccezione. Vasconi, che presiede il comitato nominato dal prefetto e composto da rappresentanti sindacali e datoriali, conferma che spesso vede nelle fabbriche ragazzi che lavorano senza essere forniti del materiale necessario e ancor più senza aver fatto la visita medica che certifica le capacità per svolgere determinate mansioni.







