Ciò che per altri è tremendamente complicato, per Jannik Sinner è poco più che un gioco per ragazzi. E la finale di Madrid (la tredicesima personale in un Masters 1000) che si giocherà domenica alle 17, è in una tasca pronta ad accogliere altri trofei: 6-2 e 6-4, Arthur Fils battuto senza troppi problemi, in attesa di capire se nell’ultimo atto di fronte ci sarà Alexander Zverev o Alexander Blockx. Davvero tanto la differenza tra il campionissimo italiano e il talento emergente classe 2004, che arriva da una striscia di risultati piuttosto importanti, non ultima la vittoria di Barcellona. Eppure ampissima è la distanza, messa in mostra in uno stratosferico primo set: 6-2, due break consecutivi ad annientare il set e appena quattro punti lasciati. Per Fils, impossibile anche solo avvicinarsi a cotanta forza. Lo dimostrano anche le parole pronunciate, sul 5-2, verso il proprio tecnico, Ivanisevic. “He’s killing me”, ossia mi sta uccidendo. Ovviamente in senso sportivo.

Numeri impressionanti quelli dell’altoatesino che centra così la 27esima vittoria consecutiva in un 1000 (quarta streak più lunga della storia), ad appena due successi dal terzo posto occupato da Roger Federer, che tra Amburgo 2005 e Montecarlo 2006 mise a segno qualcosa come 29 trionfi in fila. Dati enormi che si fanno quasi piccoli dinanzi alla grandezza di uno Jannik fenomenale.