Dopo il blocco israeliano, che ha fermato gli attivisti della Global Sumud Flotilla, il presidio convocato dal Collettivo autonomo lavoratori portuali ai varchi di San Benigno di Genova è diventato un corteo che ha attraversato la città. Presente anche la sindaca: “Essenziale esserci per sostenere le ragioni di questa piazza”, dice Silvia Salis. Mercoledì a fianco di Carlo Calenda, giovedì 30 aprile davanti ai varchi portuali con Calp, sindacati di base, associazionismo pacifista e antimilitarista, movimenti studenteschi, sinistra radicale e anarchici. E, con loro, anche i partiti del centrosinistra Pd, Avs e M5s.

“Questa è la risposta che fa paura al governo Meloni”, dice Marta Collot di Potere al Popolo guardando al migliaio di persone in corteo: “Ci ricordiamo come il governo aveva diffamato e boicottato questa missione in autunno e oggi, invece, è costretto a denunciare quello che è un vero e proprio sequestro e un atto di pirateria in acque internazionali”. Non diversa la valutazione della prima cittadina: “L’ennesimo atto con cui Israele va contro i principi del diritto internazionale. Dovremmo continuare a mantenere la capacità di stupirci di fronte all’azione di Israele, ma ormai ci sembrano cose per loro naturali”. E sul governo Meloni: “Dopo anni in cui non riusciva a pronunciarsi su questo tema, si è pronunciato prontamente. Però è un ‘prontamente’ arrivato un po’ tardi”.