BNP Paribas chiude il primo trimestre 2026 con un utile netto di gruppo a 3,217 miliardi di euro, «un livello record», in crescita del 9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. A sostenere la performance, spiega l’istituto, è la dinamica positiva di tutte e tre le divisioni operative, cui si aggiunge l’integrazione di AXA Investment Managers.

I ricavi complessivi raggiungono 14,056 miliardi, con un incremento dell’8,5%. La divisione Commercial, Personal Banking & Services segna una crescita del 4,9%, sostenuta dalla ripresa delle banche commerciali nell’area euro, dove il contesto di tassi favorevole continua a sostenere i margini. Investment & Protection Services registra l’aumento più marcato, con ricavi in crescita del 32,8%, in gran parte per effetto del consolidamento di AXA IM. Corporate & Institutional Banking rimane sostanzialmente stabile, con un calo dello 0,8% che diventa una crescita del 3,1% a tassi di cambio costanti, a testimonianza «della solidità delle piattaforme della divisione».

L’OPERAZIONE

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I costi operativi crescono del 5,5%, a 8,710 miliardi, ma in misura inferiore ai ricavi: l’effetto forbice è positivo di tre punti percentuali a livello di gruppo. Sono stati assorbiti circa 230 milioni di costi di ristrutturazione legati all’integrazione di AXA IM. Il rapporto costi-ricavi si attesta al 62%. Il costo del rischio sale a 922 milioni, dai 766 milioni del primo trimestre 2025, attestandosi a 39 punti base sugli impieghi, «in linea con l’obiettivo inferiore a 40 punti base per il 2026». Il profilo di rischio del gruppo resta «storicamente basso e poco volatile nel corso del ciclo», con il 79% degli impieghi classificato come investment grade.