E’morto Craig Venter, lo scienziato-imprenditore americano che nel 2000 con la sua piccola azienda, Celera, aveva sfidato e battuto sul tempo il gigantesco Progetto Genoma Umano nell’ottenere la prima mappa del genoma umano.
Da lì è nata la stretta interazione fra biologia e computer che dieci anni più tardi lo aveva portato a realizzare la prima cellula sintetica. Venter è morto a San Diego all’età di 79 anni per un tumore che gli era stato diagnosticato recentemente. Lo comunica l’istituto che porta il suo nome, il J. Craig Venter Institute (JCVI), del quale Venter è stato fondatore, presidente e amministratore delegato.
Un “leader scientifico visionario”, lo definisce il suo istituto riferndosi alla strada che Venter aveva aperto: la biologia sintetica. Già dai tempi della prima mappa del genoma umano, Venter guardava lontano nel tempo, alla possibilità di programmare il Dna di microrganismi come i batteri per trasformarli in fabbriche di carburanti o di farmaci o ancora in spazzini per liberare dagli inquinanti acque e suolo. Catturare il Dna degli oceani è stato un altro dei suoi obiettivi, accanto alle ricerche sulla longevità e all'invecchiamento. Progetti che adesso sono più vicini a diventare realtà. Per esempio, è di due settimane il tisultato dell’Università di Harvard che ha combinato biologia sintetica con l’ingegneria dei tessuti per far sviluppare cellue ldel fegato direttamente nell’organismo di un topo.











