Brucia una sala dell’Anatomia patologica del Pascale. Distrutti una ventina di campioni biologici, danni seri per i pazienti che dovranno ripetere gli esami. E in fumo sono andate anche tecnologie fondamentali della struttura che, va ricordato, rappresenta il cuore di un istituto dei tumori, figuriamoci per il Pascale che in Italia è il primo polo oncologico del sud. L’ipotesi è quella di un cortocircuito di alcuni pannelli elettrici situati nel piano interrato. I fumi, attraverso gli aeratori, hanno raggiunto alcuni reparti dei piani superiori. Non ci sono feriti né locali inagibili.

Evento inimmaginabile. Le conseguenze sono molto pesanti. A pagarle potrebbero essere proprio i pazienti. Unica consolazione: la sala interessata è soltanto una delle circa 12 che caratterizzano il servizio di Anatomia patologica diretto da Gerardo Ferrara.

Torniamo ai fatti. L’incendio è scoppiato tra le 3 e le 4 della notte di venerdì, quando il crepitìo delle fiamme ormai alte ha messo in allarme gli uomini della vigilanza. Hanno avvertito immediatamente i vigili del fuoco e a seguire il direttore generale Maurizio Di Mauro, che in meno di un’ora era già sul posto.

Una tragedia per la sanità partenopea. Scattati immediatamente il sistema antincendio e di allarme. Dice Di Mauro: «Non c’è nulla che non abbia funzionato nel sistema d’emergenza del presìdio. Abbiamo attivato subito tutte le procedure per risalire a quali sono i campioni danneggiati o distrutti. E a quali reparti questi ultimi erano afferenti. So che ci aspetta un gran lavoro ma siamo già partiti e da lunedì riprenderanno le attività in maniera regolare». Disposti accertamenti per identificare con precisione e contattare i pazienti, a cui appartenevano i campioni danneggiati.