Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.

Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.

Questa pratica prende il nome di “preautorizzazione”: cosa c'è da sapere per evitare spiacevoli sorprese

A tutti gli automobilisti capita sicuramente spesso di fare rifornimento di carburante al self-service e di pagare con la propria carta, di credito, di debito oppure anche prepagata: ciò che si verifica in ogni circostanza, tuttavia, non è noto ai più, dal momento che il sistema “congela” una cifra superiore a quella che verrà realmente spesa una volta conclusa l’operazione alla pompa.

Questa pratica, chiamata “preautorizzazione”, serve a garantire che ci siano fondi sufficienti prima dell'erogazione. Ovviamente non si tratta di un addebito reale: il denaro viene infatti solo bloccato temporaneamente per avere la certezza di poter coprire i costi del rifornimento, ignoti al dispositivo nel momento in cui si accede al self-service, dopo di che la banca sblocca la somma non utilizzata e carica solo il costo reale del carburante.